

|
Storia
di un'eritema solare con effetti drastici
Durante le vacanze estive nel 1989 sono partita per l'isola di Jersey nella
Manica. Il mio intento principale era quello di prendere "due fave con
un piccione": Imparare meglio la lingua inglese e lavorare in un buon ristorante.
Non è andata così.
I primi giorni ho goduto il clima caldo e soleggiato
dell'isola - con effetti disastrosi: Un caso espolsivo di eritema solare.
Il viso ed il resto del corpo erano gonfi e presentavo pustole ovunque.
Il consiglio del Pronto Soccorso era quello di non uscire dall'alba al tramonto,
ma campeggiando in una tenda monoposto risultava molto complicato. L'unico
posto vivibile era la piscina del campeggio, ma contrariamente a quello che pensavo
la sitazione non migliorava, anzi assomigliavo sempre più ad un strano incrocio
fra l"Uomo Elefante" e "La Mosca". (Ricordate i film?)
La sera cercavo
lavoro, ma dopo poco tempo dovevo riconoscere che il mio aspetto mi impediva di
essere assunta ovunque. Torno a Aarhus in Danimarca. Essendo
il mio appartamento subaffittato, ho dovuto chiedere ospitalità ad un'amica. Nei
seguenti giorni, al riparo dal sole nel appartamento di Pia, ho ritrovato un'aspetto
normale. Il dicemo giorno quando le figlie della mia amica sono partite
per le vacanze, Pia mi ha chiesto se potevo accompagnarla a Milano per vistare
una sua zia. Ho accettato l'invito, anche se l'Italia e gli italiani non avevano
mai suscitato in me particolare interesse. In un precedente viaggio InterRail
avevo perfino deciso di non fermarmi in'Italia, andando direttamente da
Monaco di Baviera a Montecarlo. In un altro caso, durante la settimana
bianca in Jugoslavia, facendo una gita nella parte italiana della montagna il
pullmann prese fuoco… Pensavo communque che Milano come centro della
Moda e dell'Industria italiana andasse bene. Queste erano le uniche cose
che conoscevo della città. Ero convinta di poter tener lontani gli "Italian
Lovers". Di loro mi ero fatta due idee: I primi quelli con l'abito
"Armani", stra-profumati e con auto di lusso. Gli altri, con carnagione
scura, capelli neri e ricci, camicia sbottonata sino all'ombellico, pesante catene
d'oro e macchine "scassate". Bene, con questi personaggi non ho mai avuto
problemi, ma… Io e Pia arriviamo a Milano, andiamo a trovare la zia,
che a nostra insaputa aveva organizzato la serata, iniziando alle 17.30 in un
American bar per l'aperitivo con un suo amico italiano.
L'amico era Sergio.
Aveva i capelli castani.
Gli occhi verdi.
Non portava né l'abito Armani, né la camicia sbottonata.
Non era arrivato
in macchina, bensì in bicicletta, portava occhiali per nascondere un'occhio gonfio
e tumefatto in quanto la sera prima le route della bicicletta si erano incrociate
con un binario del tram.
Dentro la camicia- con un solo bottone aperto
- aveva una gattina tigrata con la pancia color champagne di appena otto
settmane. Per fortuna oggi pedala meglio. La gatta Valentina
si è trasferita dopo 10 anni agli eterni "campi di tonno" nel 99', e lui ancora
oggi non porta nessuna catena d'oro, bensì la fede nuziale dal giorno 19 luglio
1996. P.S. Per quando riguarda l'eritema solare - lo smog milanese risolse
tutto…  |  4.11.2006
 4.3.2006
 15.04.2005

2.11.2004
 16.9.2003

1.8.2003

2000

1994
 1992

1989
op
/\
|